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SEDUTA DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL 18.11.2002 STRALCIO DELL’INTERVENTO DI MICHELANGELO TRIPODI (CAPOGRUPPO
REGIONALE DEL PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI) NEL DIBATTITO SULLA VARIAZIONE DI BILANCIO 2002 Senza precedenti nella
storia della Regione Calabria, l’odierna discussione sulla variazione di
bilancio, che non registra, come da più parti auspicato, la contestuale presenza
dell’assessore al ramo che è poi, unico caso d’Italia, il Presidente della
Giunta Chiaravalloti che ha mantenuto a sé questa delega fondamentale per la
vita della regione. La Giunta Regionale è
sempre più alla deriva, perchè incapace di rispondere alle attese ed alle
aspettative della gente. Ne è testimonianza tangibile la manovra economica.
Angusta, priva di respiro progettuale ed inefficace, la variazione di bilancio,
esprime la miopia e l’incapacità programmatica del governo regionale. Proprio
in una realtà territoriale che, il lusso di rimandare a domani, non può certo
permetterselo. Siamo di fronte ad un
documento economico che presenta anche passaggi inquietanti. Come i 4 miliardi
destinati all’integrazione e all’aggiornamento del progetto di massima del Ponte
sullo Stretto. Un progetto già approvato
nel 1998 dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, allora come ora presieduto
dall’Assessore Aurelio Misiti, e costato 200 miliardi di fondi pubblici. Non si
possono che esprimere riserve su come i soldi pubblici sono stati impiegati. Infatti, gli elaborati
tecnici finora prodotti dalla società “Ponte” hanno un valore che ammonta a
circa 20 miliardi, mentre non si sa come sono stati utilizzati i residui 180
miliardi che sono stati spesi. Dove sono andati a finire questi
soldi ? Non sarebbe più utile pertanto istituire un pool di magistrati con il
compito di verificare l’esatto impiego delle somme finanziate, che per
scongiurare le infiltrazioni mafiose negli appalti per un progetto futuribile e
che non si realizzerà mai? Non sarebbe utile, invece di arrestare gli esponenti
del movimento no global per le loro opinioni, avviare un’indagine seria sulla
lottizzazione della progettazione? E ancora, se il progetto di
massima è stato già approvato 4 anni fa con l’erogazione di somme cospicue, che
significato ha oggi, l’impegno di spesa in questa variazione di bilancio per lo
stesso progetto? Quello approvato nel 1998
con grande enfasi era evidentemente un
progetto inadeguato se non addirittura inconsistente.
Ma, il dato ancora più
inquietante è che del Ponte non c’è proprio traccia nella Finanziaria 2003 di
Berlusconi che sarà approvata definitivamente dal Parlamento entro qualche
settimana, mentre la realizzazione di quest'opera risultava al 1° punto della
legge obiettivo sulle grandi opere, la famigerata legge Lunardi. Registriamo così la
determinazione del governo Berlusconi di non investire una sola lira nel
progetto che dovrebbe unire le due sponde tant’è che il ministro Lunardi ha
dichiarato che il Ponte si deve realizzare esclusivamente con finanziamenti
privati, mentre l’amministratore delegato della società “Ponte sullo Stretto”
Ciucci, ribadisce che il piano finanziario della megaopera prevede un
intervento finanziario pubblico che ammonta almeno al 60% della spesa complessiva. Dulcis in fundo stupisce e
sconcerta il recente intervento dell’Assessore
Misiti che ha avuto l’ardire di affermare che “quand’anche il Ponte non
si dovesse realizzare la progettazione rimane una grande chance per
l’ingegneria nazionale”, come dire continuiamo nel pozzo senza fondo di una
progettazione inutile e fine a se stessa che inghiotte un fiume di denaro
pubblico. D’altronde è davvero
paradossale quanto sta accadendo: il governo Berlusconi che ha annunciato che
presto ci sarà la posa della prima pietra del Ponte, non mette neppure un euro
per l’integrazione e l’aggiornamento del Progetto di massima e scarica gli
oneri di questa operazione sulla Calabria e sulla Sicilia, come se volesse dire
“se volete il progetto pagatevelo con le vostre risorse”. Siamo perciò di fronte ad
una ritirata generalizzata del governo centrale, quando invece le Regioni Calabria
e Sicilia sono chiamate a scendere in campo, stanziando somme di tasca propria
per finanziare un baraccone progettuale, per un’opera che non verrà mai
realizzata. Oggi che la Calabria sconta
i danni di una politica regionale fallimentare sia sul piano sanitario che
occupazionale che colpisce i diritti e che introduce tagli, tasse e ticket a
carico dei calabresi è scandaloso che tutto questo possa avvenire con il
consenso della maggioranza di centrodestra della regione. Proprio per questo, contro
la politica della propaganda e delle promesse facili e inattuale del governo
Berlusconi e della Giunta Chiaravalloti, abbiamo deciso di presentare un
emendamento firmato da 14 consiglieri regionali del centrosinistra per proporre
l’abrogazione dell’art. 2 comma 1 della variazione di bilancio cioè del
finanziamento alla Società “ponte” per il Progetto di massima e per chiedere
che i 4 miliardi di finanziamento vengano destinati invece all’avvio di un
progetto regionale d’intervento per la prevenzione del rischio sismico e per la
messa in sicurezza delle scuole calabresi. Questa potrebbe essere una risposta
seria ed un segnale positivo che il Consiglio Regionale dovrebbe mandare in
risposta alle attese e preoccupazioni del popolo calabrese. |
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