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Martedì 5 febbraio
2002
Forum mondiale di Porto Alegre
Il documento finale
Il secondo forum mondiale si è chiuso. Questo il testo
integrale del documento approvato dal partecipanti
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Resistenza al
neoliberismo, al militarismo, alla guerra: per la pace e la giustizia sociale
1) Di fronte al continuo
deterioramento nelle condizioni di vita dei popoli, noi, movimenti
sociali del mondo intero, ci siamo incontrati in decine di migliaia nel
Secondo Forum sociale mondiale di Porto Alegre. Siamo qui a dispetto dei
tentativi di spezzare la nostra solidarietà. Ci incontriamo
di nuovo per continuare le nostre lotte contro il neoliberismo e la
guerra, per confermare gli accordi dello scorso Forum e riaffermare che un
altro mondo è possibile.
2) Siamo diversi donne e uomini, adulti e giovani,
popoli indigeni, contadini e urbani, lavoratori e disoccupati, senza casa,
anziani, studenti, persone di ogni credo, colore,
orientamento sessuale. L'espressione di questa diversità è la nostra forza
e la base della nostra unità. Siamo un movimento di solidarietà global, unito
nella nostra determinazione di lottare contro la concentrazione della
ricchezza, la proliferazione della povertà e delle ineguaglianze e la
distruzione della nostra terra. Stiamo costruendo alternative, utilizzando
modi creativi per promuoverle. Stiamo costruendo una ampia
alleanza a partire dalle nostre lotte e dalla resistenza a un sistema che è
fondato sul patriarcato, il razzismo e la violenza, che privilegia gli
interessi del capitale sui bisogni e le aspirazioni dei popoli.
3) Questo sistema produce il dramma quotidiano di
donne e bambini e anziani che muoiono di fame, dell'assenza di cure sanitarie
e di malattie che potrebbero essere prevenibili. Intere famiglie sono
obbligate a lasciare le loro case a causa delle guerre, dell'impatto del
"megasviluppo", della mancanza di terra e in
presenza di disastri ambientali, disoccupazione, attacchi ai servizi
pubblici e distruzione della solidarietà sociale. Al Sud come al Nord forti
lotte e resistenze stanno nascendo per far valere la dignità della vita.
4) L'11 settembre ha
segnato una svolta drammatica. Dopo gli attacchi terroristici, che
condanniamo assolutamente, così come condanniamo tutti gli altri attacchi sui
civili in altre parti del mondo, il governo degli Stati Uniti e i suoi alleati
hanno lanciato una massiccia operazione militare. In nome della "guerra
al terrorismo" vengono attaccati in tutto il
mondo i diritti civili e politici. Con la guerra contro l'Afghanistan,
in cui sono stati usati anche metodi terroristici e con le nuove che si
preparano, ci troviamo di fronte a una guerra
globale permanente, scatenata dal governo degli Usa e dai suoi alleati per
stabilire il loro dominio. Questa guerra rivela l'altra faccia del
neoliberismo, la più brutale e inaccettabile.
L'Islam viene demonizzato, mentre il razzismo e la
xenofobia vengono deliberatamente diffusi. La stessa informazione e i mass
media prendono attivamente parte a questa campagna bellicista che divide il
mondo tra il "bene" e il "male". L'opposizione a
questa guerra è uno degli elementi costitutivi dei nostri movimenti.
5) La situazione di guerra ha ulteriormente
destabilizzato il Medioriente, fornendo il pretesto per un'ulteriore repressione del popolo palestinese. Di fronte
all'occupazione brutale di Israele, un compito
urgente del nostro movimento è quello di mobilitare la solidarietà per il
popolo palestinese e la sua lotta all'autodeterminazione. Questo è vitale per
la sicurezza collettiva di tutti i popoli della regione.
6) Allo stesso tempo, anche nuovi eventi confermano
l'urgenza delle nostre lotte. In Argentina la crisi finanziaria
causata dal fallimento degli aggiustamenti strutturali del Fondo monetario
internazionale e il debito crescente hanno fatto
precipitare la crisi sociale e politica. Questa crisi ha prodotto proteste
spontanee delle classi lavoratrici e della classe media, una repressione che
ha causato morti, cambiamenti nel governo e nuove alleanze tra gruppi sociali
diversi. Con la forza dei "cacerolazos" il popolo ha potuto
assicurarsi la soddisfazione dei principali bisogni di base.
7) Il collasso della multinazionale Enron è un esempio della bancarotta
dell'economia "del casinò" e della corruzione degli uomini d'affari
e dei politici. I lavoratori sono rimasti senza impiego e senza pensioni. Nei
paesi in via di sviluppo questa multinazionale impegnata in attività
fraudolente e i suoi progetti hanno cacciato la popolazione dalle loro terre
aumentando smisuratamente i prezzi dell'elettricità e dell'acqua.
8) Il governo degli Stati Uniti nel suo sforzo di
proteggere gli interessi delle grandi imprese, ha abbandonato con arroganza i
negoziati di Kyoto sul riscaldamento globale,
il trattato sui missili antibalistici, la convenzione sulla
biodiversità, la conferenza dell'Onu sul razzismo e l'intolleranza
e il confronto per ridurre la fornitura di armi leggere, dimostrando ancora
una volta che l'unilateralismo degli Stati Uniti fa saltare i tentativi di
trovare soluzioni multilaterali ai problemi globali.
9) A Genova il G8 ha completamente
fallito nella sua pretesa di governo globale. Di fronte a
una massiccia mobilitazione e resistenza, hanno risposto con la violenza e la
repressione, denunciando come criminali coloro che avevano osato protestare.
Ma non sono riusciti a intimidire il nostro
movimento.
10) Tutto ciò avviene nel contesto di
una recessione globale. Il modello economico neoliberista distrugge i
diritti, le condizioni e i livelli di vita dei popoli. Usando ogni mezzo per
proteggere i loro dividendi, le mulitinazionali licenziano, riducono i salari
e chiudono fabbriche, spremendo fino all'ultimo i lavoratori. I governi di
fronte a questa crisi economica rispondono con la privatizzazione,
il taglio delle spese sociali e una riduzione permanente dei diritti di
lavoratori e lavoratrici. Questa recessione dimostra il
fatto che le promesse neoliberiste di crescita e prosperità sono
una bugia.
11) Il movimento globale per la
giustizia sociale e la solidarietà si trova di fronte a enormi sfide: la
sua lotta per la pace e la sicurezza collettiva impone di misurarsi con la
povertá, le discriminazioni, il dominio e la creazione di una società
sostenibile alternativa. I movimenti sociali condannano con forza la violenza
e il militarismo quali strumenti di risoluzione dei
conflitti; la promozione di guerre di bassa intensitá e le operazioni
militari del Plan Colombia come parte dell'iniziativa regionale
andina, il piano Puebla Panama, il commercio di armi e la crescita
delle spese militari, gli embarghi economici contro i popoli e nazioni, in
particolare contro Cuba e Iraq, e la crescente repressione nei
confronti di sindacalisti e attivisti. Noi sosteniamo le lotte dei sindacati
e dei lavoratori del settore informale, come uno strumento essenziale per il
miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita, l'effettivo diritto di
organizzarsi, il diritto di sciopero, il diritto alla contrattazione
collettiva a diversi livelli e per conquistare l'uguaglianza salariale e
delle condizioni di lavoro tra donne e uomini. Rifiutiamo la schiavitú e
lo sfruttamento dei bambini. Sosteniamo le lotte dei lavoratori e dei
sindacati contro la flessibilità, l'esternalizzazione del lavoro e i
licenziamenti e chiediamo nuovi diritti internazionali per i lavoratori e le
lavoratrici delle multinazionali e delle loro fornitrici, in particolare il
diritto alla libertà sindacale e alla contrattazione collettiva.
12) Le politiche neoliberiste creano ulteriore
miseria e insicurezza. Esse hanno aumentato in maniera impressionante il
traffico e lo sfruttamento sessuale di donne e bambini che condanniamo con
forza. Povertà e insicurezza portano anche alle migrazioni e a milioni di esseri umani è negata la dignitá, la libertá, i
diritti. Perció noi chiedimamo il diritto alla libertà di movimento, il
diritto all'integrità fisica e a uno statuto legale
per tutti e tutte i lavoratori e le lavoratrici migranti. Sosteniamo i
diritti dei popoli indigeni e l'applicazione dell'articolo 169 Oil nel quadro delle leggi nazionali.
13) Il debito estero dei paesi del Sud è stato già
pagato più volte. Il debito, illegittimo, ingiusto e fraudolento,
funziona come uno strumento di dominio, toglie ai popoli i loro fondamentali
diritti umani con il solo scopo di aumentare l'usura internazionale.
Chiediamo la cancellazione incondizionata del debito e la riparazione
dei debiti storici, sociali ed ecologici. I paesi che chiedono il
rimborso del debito hanno intrapreso lo sfruttamento
delle risorse naturali e intellettuali del Sud.
14) Acqua, terra, cibo, foreste, semi,
la cultura e le identità dei popoli sono beni comuni dell'umanità per le
generazioni presenti e future. E' essenziale conservare la
biodiversità. I popoli hanno il diritto a un
cibo sano e stabile, libero da organismi geneticamente modificati. La sovranità
alimentare a livello nazionale, regionale e locale è un diritto umano
fondamentale; in questo senso costituiscono richieste fondamentali la riforma
agraria e l'accesso dei contadini alla terra.
15) Il vertice di Doha ha confermato l'illegittimità del
Wto. La presunta "agenda per lo sviluppo" adottata in realtà
difende solo gli interessi delle multinazionali. Con il lancio di un nuovo
round il Wto si sta avvicinando al suo obiettivo di trasformare ogni cosa
in merce. Per noi, cibo, servizi pubblici, agricoltura, salute,
istruzione e i geni non sono in vendita. Inoltre rifiutiamo
il brevetto di qualsiasi forma vivente. L'agenda del Wto viene estesa a livello continentale attraverso gli accordi
di libero commercio e investimenti. Organizzando proteste come le grandi
dimostrazioni contro l'Alca, i popoli hanno rifiutato questi accordi che
rappresentano una ricolonizzazione e la distruzione di valori fondamentali,
sociali, economici, culturali e ambientali.
16) Noi vogliamo rafforzare il nostro
movimento attraverso
azioni e mobilitazioni comuni per la giustizia sociale, per il rispetto dei
diritti e delle libertà; per la qualità della vita, l'uguaglianza, la dignità
e la pace.
Lottiamo:
- Per la democrazia: i popoli hanno il diritto di conoscere e
criticare le decisioni dei loro governi, specialmente quando riguardano
istituzioni internazionali. I governi devono essere responsabili di fronte ai loro
popoli. Mentre sosteniamo la diffusione della democrazia elettorale in tutto
il mondo, sottolineiamo la necessità di una
democratizzazione degli stati e delle società e la lotta contro la dittatura;
- Per l'abolizione del debito estero e la sua riparazione;
- Contro le attività speculative: chiediamo l'introduzione di tasse
specifiche, come la Tobin tax, e l'abolizione dei paradisi fiscali;
- Per il diritto all'informazione;
- Contro la guerra e il militarismo, contro le basi e gli interventi
militari stranieri, e la sistematica escalation di violenza. Noi scegliamo di
privilegiare il negoziato e la soluzione non
violenta dei conflitti;
- Per una Unione europea democratica e sociale, basata sui bisogni di
lavoratori, lavoratrici, dei popoli europei, sulla necessità della
collaborazione e della solidarietà con i popoli dell'est e del sud;
- Per i diritti dei giovani, il loro accesso a una istruzione
pubblica, gratuita e socialmente autonoma e l'abolizione del servizio
militare obbligatorio.
Per gli anni a venire organizzeremo
collettivamente mobilitazioni come:
Anno 2002:
- 8 marzo: giornata internazionale delle donne
- 17 aprile: giornata
internazionale delle lotte contadine
- 1 maggio: giornata dei
lavoratori e delle lavoratrici
- 12 ottobre: il grido degli
esclusi
- 16 ottobre: giornata
dell'alimentazione
Altre mobilitazioni globali avranno luogo:
- 15-16 marzo a Barcellona,
Vertice Ue
- 18-22 marzo Monterrey
(Mexico), conferenza Onu su finanziamento allo sviluppo
- 17-18 maggio, Madrid,
vertice latinoamerica, Caribi, Europa
- 31 maggio, giornata
internazionale di azione contro il militarismo e per
la pace
- 12 giugno, Roma (Italia),
vertice mondiale dell'alimentazione
- 22-23 giugno, Siviglia,
vertice Ue
- Luglio, Toronto e Calgary
(Canada) vertice G8
- 22 luglio, Stati Uniti,
campagna contro la CocaCola
- Settembre, Johannesburg
(Sudafrica), Rio+10
- Ottobre, Quito (Equador),
Forum sociale continentale "Una nuova integrazione è possibile" e
forum sociali continentali e regionali in altri continenti
- Novembre: Cuba, Secondo
incontro emisferico contro l'Alca
- Dicembre, Copenaghen,
Danimarca, vertice Ue
Anno 2003:
Aprile, Buenos Aires
Argentina vertice ALCA
Giugno, Tessalonica Vertice
UE
WTO, FMI e Banca Mondiale si incontreranno da qualche parte, qualche giorno. E saremo lì!
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MANIFESTO
UM MUNDO SUSTENTÁVEL É POSSÍVEL!
UM OUTRO MUNDO É POSSÍVEL, ESTE É O ÚNICO PLANETA QUE TEMOS.
Nós, representantes de 40 países reunidos no Fórum Preparatório da Rio+10,
manifestamos a todos os participantes a importância de
incorporar a questão da sustentabilidade ambiental nas discussões deste II
Fórum Social Mundial. O mundo que exclui é o mesmo que
destrói a base da Vida e da Natureza.
Em 2002 se completam 10 anos da primeira manifestação paralela a um encontro de governos - a ECO 92 - e a transformação da
sociedade e de sua relação com a natureza continuam sendo tarefas políticas
fundamentais. Em setembro, a Cúpula das Nações Unidas para o Desenvolvimento
Sustentável - Rio+10 - acontecerá em Joanesburgo, com a dupla tarefa de avaliar
os acordos firmados em 92 e posicionar-se sobre temas emergentes (como comércio
internacional, produção e consumo de alimentos transgênicos e os limites éticos
da Ciência) firmando uma nova agenda de compromissos para o futuro.
Apesar de alguns avanços, perduram as dificuldades de
incorporação efetiva das questões ambientais nas agendas e nas políticas de
desenvolvimento em todo o mundo. O crescente processo
de globalização sob a hegemonia neoliberal e a não efetivação dos compromissos
estabelecidos na Convenção de Mudanças Climáticas Nsão símbolos deste
contexto.
Defendemos a retomada de valores éticos que afirmem uma cultura de paz, diálogo
e tolerância e que coloquem a fraternidade, a solidariedade e a alteridade como elementos centrais nas relações sociais e
ambientais. A retomada destes valores deve estar articulada
com a luta política pela democracia e abertura de novos espaços e
mecanismos concretos de inclusão e participação. As
estratégias ambientais são indissociáveis da luta contra as enormes
desigualdades e injustiças na relação entre países, seres humanos e regiões
do planeta.
Defendemos a idéia que o processo de globalização requer mecanismos de
participação, transparência e controle social para a construção de uma
cidadania planetária que leve à melhoria das condições de vida da humanidade, à
redução das desigualdades sociais e regionais e à proteção do meio ambiente. Defendemos o reconhecimento das dívidas ecológica, social e
cultural.
Rejeitamos a globalização que tem como centro a busca do lucro. A Natureza é um valor fundamental em si mesma e a vida e sua
proteção devem estar acima dos acordos comerciais internacionais. Defendemos a soberania dos povos e nações sobre seu patrimônio
genético e a criação de estratégias sustentáveis que viabilizem as condições de
vida das populações e a preservação da biodiversidade.
Rejeitamos o patenteamento e a apropriação privada da
vida, da natureza e do conhecimento dos povos. Os alimentos
geneticamente modificados que as grandes corporações tentam nos impor põem em
risco a segurança alimentar de milhões de pessoas e representam uma
ameaça à biodiversidade e à saúde humana.
Os atuais modelos de urbanização e de industrialização
concentram riquezas e distribuem miséria e degradação ambiental. Defendemos a democratização do acesso a água e a terra, no campo e
na cidade, um modelo energético renovável e o controle social sobre o seu
uso. Defendemos uma radical mudança dos padrões de produção e consumo e do uso dos recursos naturais e a implementação da Agenda 21 e
de todos os acordos internacionais oriundos da Rio 92 em todos os níveis
(local, regional, nacional e internacional).
Rejeitamos a posição do governo dos Estados Unidos de não assinar o Protocolo
de Kyoto, colocando seus interesses econômicos acima dos interesses coletivos
de toda a Humanidade. Defendemos a aplicação do
princípio da precaução e a redução das emissões de carbono e demais substâncias
poluentes que atentam contra a vida e a saúde dos povos.
Conclamamos os participantes do II Fórum Social Mundial para a
ação coletiva no sentido de garantir que a agenda de compromissos da Rio+10
seja uma agenda de todos os povos e não apenas de governos. Nosso projeto de
futuro deve ter como centro a busca de uma humanidade justa em um mundo
sustentável.
Porto Alegre, 31 de janeiro de 2002.
Governo do Estado do Rio Grande do Sul
Fórum Brasileiros de ONGs e Movimentos Sociais para o Meio Ambiente e o
Desenvolvimento
APEDEMA - RS
Prefeitura Municipal de Porto Alegre
Critico sulla presenza al forum delle rappresentanze
istituzionali che hanno votato in favore della guerra e
esercitano politiche neoliberiste, Agnoletto rilancia sugli obiettivi del forum
e dei prossimi appuntamenti internazionali.
Membro di un "fatto nuovo" cosi´come lui stesso la ha definito,
"un consiglio internazionale di 65 con diritto di voto", di ritorno
dal forum sociale panamazonico a Belem contro i brevetti preceduto dal forum
africano a Bamako´ ed il forum a Beirut 2 mesi fa in contemporanea al forum arabo che si e´svolto in Egitto, galvanizzato dalla
crescita oramai globale del movimento contro il neoliberismo dichiara il
percorso verso il terzo forum mondiale: da ottobre a dicembre forum
continentale, a gennaio forum mondiale.
E´ stata accettata dal forum mondiale la proposta italiana di chiedere, in
occasione dei prossimi mondiali di calcio di seul/tokio che non sia concesso l´
accesso agli sponsor non rispettosi dei diritti umani dei lavoratori, o che
sfruttino manodopera al nero, bambini donne etc
L` Argentina, ha detto Agnoletto, sara´al centro del dibattito a porto alegre,
in quanto e`ancora una volta il segno evidente del fallimento del
neoliberismo>
Ma ha voluto altresi` fare chiarezza: il forum degli enti locali, che ha visto
la presenza di numerosi amministratori locali tra cui Veltroni, conclusosi
oggi, non e`parte del forum social mundial. A chi vi ha partecipato chiediamo comunque di mettere in pratica le questioni del bilancio
partecipato, piuttosto che esporle in patria solo come un glorioso vessillo Ma
questo forum mundial, al quale il movimento italiano partecipa, e`fatto per
delegati, contro la guerra ed il neoliberismo, come stabilito dai documenti di
preparazione
Troviamo inconcepibile che parlamentari italiani, un ministro belga e sei
ministri francesi, che hanno votato a favore della guerra, partecipino a tale
forum e contro di essi muoveremo forti elementi di critica avanzando richeste
concrete di coerenza
Fortemente critico ancora contro Veltroni che ieri, aveva affermato: Mai piu´un
G8 senza la presenza dei paesi africani. “Una
buona sensibilita´ scivolata su una buccia di Banana”
“La nostra posizione, ancora una volta, e` MAI PIU´ G8. Proprio ieri
abbiamo concordato che a maggio in Canada partira` la preparazione per
contestare il prossimo G8"
Domani mattina in porto alegre alle ore 10 presso la camera di commercio ci
sara´la riunione della delegazione italiana
Successivamente alle ore 1300 al parco della armonia
sara´presente la madre di carlo Giuliani ad inaugurare i lavori al campeggio
della gioventu´di porto alegre, intitolato questànno a Carlo Giuliani
INDYMEDIA center dal parco armonia comincera`a funzionare da stasera, radio
compresa
Intanto in citta´fervono i preparativi per la manifestazione del 4 febbraio
contro ALCA
e nel frattempo la maggior parte di
loro, e il manifesto che qui copio e incollo, si e' ricordata di monaco...
quando l'informazione e' da salotto
"No alla guerra e al
liberismo"
Approvato il documento finale del Forum sociale, tra cortei di protesta e
qualche torta in faccia. Decise le prossime mobilitazioni. E da Porto Alegre Bertinotti dice
addio al "vecchio" partito leninista
BENEDETTO VECCHI
ROBERTO ZANINIINVIATI A PORTO ALEGRE
Il nemico numero uno è la "guerra globale
permanente", il rifiuto del neoliberismo e della guerra sono gli atti
fondativi del movimento dei movimenti sociali. E l'uno-due di torte in faccia
che la ministro francese Marie Georges Buffet si
prende da due militanti del gruppo francese Aarrgg sancisce con spreco di crema
e cioccolato che votare la guerra, stare in un governo considerato liberista e
blandire le istanze del movimento presenta qualche rischio. Il forum di quella
che rappresenta la parte maggioritaria del popolo di Porto Alegre, il
"Social movement forum", si è concluso ieri
con un documento finale in cui sono definiti i principi ispiratori della
politica prossima ventura del movimento, e l'agenda dei principali appuntamenti
internazionali che i social forum organizzeranno in giro per il mondo. Ce n'è
per tutti, a partire dall'Italia: il forum sociale europeo si terrà da noi, la
scelta è tra Firenze e Venezia, qualcuno infila anche Napoli tra le candidate.
La posizione sulla guerra è chiara. I forum sociali condannano la strage dell'11 settembre definendola "un'azione
terrorista", e condannano "i metodi terroristici" dell'attacco
all'Afghanistan. E' una formulazione giunta dopo una lunga, estenuante riunione
dove si sono manifestate posizioni diverse, se con conflittuali tra loro. Del
resto è tra le caratteristiche di questo movimento quella di evitare
accuratamente votazioni con maggioranze e minoranze, ma arrivare in fondo con
una posizione comune. Mettere d'accordo i brasiliani bombardati dalla Cnn con
gli indiani e i pakistani che si bombardano reciprocamente da decenni non è semplice, il valore delle vite umane e la
lettura degli eventi cambiano profondamente al variare di meridiani e
paralleli.
Il documento finale è stato approvato per acclamazione in un vero e proprio
happenning nell'Auditorium Araujo Viana, una moderna costruzione nel Parco da
Redençao in cui quattromila persone hanno cantato, udite udite,
l'Internazionale, buciato bandiere di Monsanto, Nike, Coca cola e varia umanità
mercantile e infine passato il documentone finale in sedici punti che rappresenta il manifesto politico dei forum sociali senza
farne infuriare nessuno. E quando la presidenza ha
dato la notizia dell'ultimo bombardamento sull'Iraq, si è levato un urlo di
commozione. Neoliberismo e guerra come questioni fondative, concentrazione
della ricchezza e proliferazione della povertà gli oggetti della lotta, la
"svolta drammatica" dell'11 settembre come
rivelazione della faccia più brutale del neoliberismo, l'Argentina e la
Palestina (sono previste iniziative a Gerusalemme, con palestinesi e pacifisti
israeliani) i paesi più urgenti, e poi diritto mondiale alla libertà sindacale,
estinzione per illegittimità del debito estero dei paesi poveri, Tobin tax. Il tutto in un mare di bandiere rosse, quasi tutte del Pt che
sfrutta al massimo il successivo corteo contro l'Alca, l'area di libero scambio
delle Americhe.
E il movimento va. Va tanto che il segretario di
Rifondazione ci spinge il suo partito sempre più dentro: "E' ora di
rompere con il modello tedesco e la sinistra partito-sindacato-cooperativa, il
movimento antiglobalizzazione ha per questo secolo lo stesso significato che il
movimento operaio ha avuto per il Novecento" dice Bertinotti al forum sul
socialismo possibile, dove citazioni di Gramsci, Marx e del papa fanno salire
l'applausometro. "Non è ancora un movimento compiutamente anticapitalista
- continua Bertinotti - ma ha tutte le possibilità per diventarlo". Le
polemiche su Lenin cassato dallo statuto sembrano letteralmente incenerite da
questo Bertinotti made in Brazil.
All'interno del "Social movement forum" la dialettica si è fatta comunque sentire. Un corteo dei Sem
terra, uno di un gruppo brasiliano che si batte contro la privatizzazione
dell'acqua e uno anarchico che si è dedicato a strappare tutti i cartelli dalla
sala vip hanno reso fisicamente percepibile (i tamburi di latta sono letali, se
percossi violentemente in un luogo chiuso e affollato) che i social forum non
sono un pranzo di gala, e il lavoro da fare per tenere insieme tutto è
parecchio. La torta in faccia alla ministro Buffet è
stata la contestazione "coreografica" numero due all'interno del
Social forum, dopo quella italo-argentino-brasiliana al Forum dei parlamentari,
e due non è una grande cifra: prima che il Forum mondiale cominciasse, lo
scontro tra sinistra moderata e radicale sembrava destinato ad essere píù
acceso. La ministro del Pcf ha ricevuto la prima torta
all'uscita da una conferenza stampa, ha cercato un bagno per lavarsi, è stata
centrata in pieno volto dalla seconda proprio all'uscita dalle toilettes. Pochi
minuti dopo, l'invasione della sala vip del Forum mondiale al ritmo dei
tamburi, con lancio di schizzi d'acqua e sistematico distacco di ogni targhetta che contenesse riferimenti tipo
"luogo riservato". Gli autori sono tutti legati a
Operazione intergalactika, lo spazio di discussione sulle pratiche di lotta (è
un vero e proprio ateneo itinerante della disobbedienza civile) che non a caso
alloggia fuori dalla Pontificia università che ospita il Forum mondiale, cioé
al campeggio intitolato a Carlo Giuliani. A proposito di disobbedienti, domani
stesso quelli italiani, Luca Casarini in testa, faranno le valige per
l'Argentina: i contatti con i gruppi argentini sono stati stabiliti o
rafforzati al Forum mondiale, la situazione del paese è disperata, un pezzo di
movimento non farà praticamente in tempo a tirare il
fiato dopo la chiusura (oggi) di Porto Alegre, che si ritroverà nei barrios
surriscaldati di Buenos Aires. Per gli altri, comunque,
l'appuntamento con la lotta è solo rinviato: a parte le proprie iniziative,
l'agenda delle mobilitazioni globali dei Social forum prevede di guastare la
festa al vertice Ue di Barcellona il 15 marzo, alla Conferenza Onu sul
finanziamento allo sviluppo di Monterrey (Messico) il 18 marzo, al vertice
Latinoamerica-Caribe-Europa di Madrid il 17 maggio, al vertice Fao di Roma il
12 giugno, al vertice Ue di Siviglia il 22 giugno, al G8 di Toronto e Calgary
in luglio.
il 4 febbraio si è svolta a Porto
Alegre la manifestazione contro l`Accordo di Libero Commercio delle Americhe,
uno dei piu` importanti accordi commerciali in nome del profitto ed a danno di
donne e uomini di tutto il continente americano (e non solo). Prima del corteo
arrestati 20 anarchici.
"Ole` ole`, ole` ola` contra a
Alca e o capitao!"
Il trattato di libero commercio dell`America (ALCA) non va proprio giu` alle
centinaia di migliaia di attivisti e militanti presenti a Porto Alegre. Non va
bene ai Brasiliani come agli Argentini, agli Ecuadoregni come ai Paraguaiani,
ai Messicani come ai Colombiani. Non va bene, si puo`
dire, a tutta la popolazione del latino america. Come se non bastasse, per
contestare il piu` grande accordo commerciale regionale rivolto alla
costruzione di un`area di libero scambio in tutto il
continente americano, si sono aggiunte varie migliaia di persone venute a Porto
Alegre da tutto il mondo: europei, asiatici, africani e addirittura persone
dall`Oceania.
Una grande mobilitazione ha fatto trovare uniti tutti
i soggetti presenti a Porto Alegre per il II Forum Sociale Mondiale.
Probabilmente piu` di 50000 hanno sfilato per le strade della capitale del Rio
Grande Do Sul, stato del Brasile.
La contestazione era rivolta a criticare la leggittimita` dell`accordo dal
punto di vista del suo consenso sociale (che infatti
non c`e`) e dal punto di vista del merito. L`Alca, infatti, mira a creare
un`area di libero scambio per i capitali (e solo per questi) costringendo i
paesi del centro-sud America a tagli draconiani alla spesa pubblica, a
privatizzare aziende pubbliche in ogni settore, ad abbassare i gia` penosi
salari che da nord a sud vengono elargiti ai
lavoratori e via di seguito. In poche parole si vogliono creare le condizioni
affinche` tutti gli stati rispettino dei parametri formali per accedere alle ricchezze della globalizzazione e del
liberismo. Ovviamente da questi parametri sono esclusi quelli sociali relativi
alla distribuzione delle risorse interne, alle norme riguardanti la tutela del
lavoro, ai bisogni di quasi un miliardo di persone...
"No a Alca, no a Mercosur, fuera imperialismo de
America do Sur"
La battaglia si svolge in un contesto complesso in cui gia` sono operanti
alcuni accordi di libero commercio zonali: il Nafta (accordo di libero scambio
tra U.S.A., Messico e Canada) ed il Mercosur (Accordo di libero commercio del
cono sud d`America), il Plan Colombia (che e` formalmente mascherato
dall`essere non un piano commerciale ma na strategia di lotta alla droga). La
critica a questi strumenti non e` solo ideologica e non riguarda solo i
meccanismi decisionali di questi processi che vedono sempre assenti le persone
in carne ed ossa e si affidano solo ai pareri delle imprese private. E` una
critica che viene dalla analisi della realta`, dal
guardare le condizioni di vita di milioni di persone che grazie a questi
accordi ed alle politiche di privatizzazione imposte dai piani di aggiustamento
strutturale del FMI e della BM. L`esplosione della rivolta zapatista in Messico
ne e` stata un esempio molto chiaro nel 1994, anno in
cui entrava in vigore il Nafta ed anno della sollevazione armata popolare in
Chiapas. Altro esempio e` rintracciabile in quello che avviene oggi in
Argentina, con una rivolta strepitosa dovuta proprio
alle miserevoli condizioni cui sono sottoposti gli Argentini a causa delle
ricette neoliberali; altro ancora e` stato il caso dell`esplosiione di un
movimento molto ampio in Equador nel 2000; non si possono poi dimenticare le
lotte dei Colombiani e dei Peruviani.
In questo clima di fermento la manifestazione a Porto Alegre lancia un chiaro
segnale: nessuno dei popoli dell`America Latina ha alcuna intenzione
di acettare atti di imperio che distruggono la quotidianeta` del vivere il
tempo e lo spazio. Questa contestazione non e`, tra l`altro, isolata. Le
proteste dell`anno scorso a Quebec City durante una riunione di capi di stato e
di governo su questa questione ne sono la piu` evidente dimostrazione.
La manifestazione ha persorso un lungo tragitto per finire nella piazza del
mercato, la stessa da cui parti` il 30 gennaio la manifestazione di apertura del forum. Durante il corteo e` stata espressa
solidarieta` agli abitanti del palazzo del "Sul America"
(un`agenzia di assicurazioni sociali), abbandonato da circa sette anni ed
occupato proprio nel giorno dell`apertura del II Forum Sociale Mondiale dal
MNLM (movimento nazionale di lotta per la casa). Questa occupazione resiste, a
differenza di quella tentata dagli anarchici e disgraziatamente durata non piu`
di mezz`ora. Gli occupanti dell`edificio, in commenti ed interviste rilasciate,
con slogan e sventolio di bandiere, hanno sostenuto il corteo indicando
chiaramente nel progetto dell`Alca un tassello ulteriore,
forse il decisivo, nello smantellamento dei gia` flebile stato sociale della
maggiore parte degli stati dell`America. Allo stesso tempo hanno ribadito come l`Alca comportera` l`allontanamento dalla
riforma urbana che essi pretendono. Al loro coro si e`
unito quello del MST (movimento dei Sem Terra), cospicuamente presenti alla
manifestazione e richiedenti una seria riforma agraria nel paese.
Chi, invece, non ha potuto partecipare alla manifestazione e` stato un gruppo di anarchici che, fermati prima di raggiungere il corteo
sono stati arrestati dalla polizia federale che, per l`occasione, non si e`
fatta mancare neanche la voglia di sparare qualche colpo di pistola.
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