BEPPE GRILLO – QUARTO DISCORSO ALL’UMANITA’ (31 DICEMBRE 2001)


Auguri anche a Lei Presidente... Lei è l'unico Presidente, il Presidente della Repubblica.
Perché qui siamo pieni di presidenti che non ce la facciamo più! Cara umanità, esuberi, flessibilità, risorse umane! Ogni anno ci vediamo... e quest'anno la posizione è un po' strana (il comico è ribaltato di 180°) ma non vi fate ingannare, la posizione è strana perché il mondo è strano.
Ho una crisi di personalità... per anni sono andato avanti a fare monologhi sulla realtà e allora mi stupivo... non capisco i fatti mi dicevo.. sono io che sono fuori di testa... il mondo sta andando avanti così, sono io che sono un disadattato.

Ma adesso… mi sta succedendo qualcosa, e sta succedendo a tutti! Abbiamo un destino che è messo in crisi da degli ometti: le tre B: Bush, Bin Laden e... questo ometto che si agita, che si fa chiamare il Presidente; è da tutte le parti e in nessun luogo.
È a Bruxelles, parla d'aforismi, va in Belgio e dice: "Tu dare soldi, noi dare cammello". Si è occupato di tutto, lavora 18 ore al giorno...
Questo povero Dorian Gray che non ce la fa più.
Io ho dei seri problemi a capire questo mondo che sta andando alla rovescia... Ma forse è la realtà che sta andando alla rovescia, l'unica cosa diritta sono io... (la telecamera si capovolge e si scopre Grillo raddrizzato e i mobili incollati al soffitto) E allora noi che siamo la patria del diritto siamo diventati in poco tempo la patria del rovescio. Il diritto si è rovesciato.
Oggi i fuorilegge scrivono le leggi, i malfattori giudicano i giudici e il destino dei magistrati è nelle mani delle sentenze degli avvocati. Allora ci abitueremo a scene magari incredibili, dove non so... il mafioso esce faccia in su facendosi fotografare... entrare nella sua limousine e andare via con la scorta della Polizia. E nella via dietro... uscire il giudice, col cappotto tirato su per non farsi riconoscere, come un mafioso, e infilarsi nella sua Tipo con l'unica scorta che si può permettere: sua moglie o la sua vecchia zia dentro, e andarsene da solo. Il diritto si è rovesciato, e allora tutte queste parole strane… democrazia, libero mercato... che doveva portare il benessere... Ditelo all'Argentina! Ditelo all'Argentina! Dieci anni fa sentivano gli stessi discorsi che sentiamo noi dal nostro governo.
Andate nei supermercati, il futuro è nel supermercato. Guardate cosa fanno le culture occidentali... Guardate Gerusalemme... tra culture differenti: si ammazzano da decenni.
Guardate la pacificità, la tolleranza di un supermercato… dove il massimo che ti può succedere di violenza è scontrarsi col tuo carrellino. E allora, ecco, ditelo all'Argentina... Dicevano: Andate nei supermercati! Prendete le vostre maggiori offerte. Comprate 4 e pagate 3, comprate 3 e pagate 2... La settimana scorsa sono entrati hanno preso 4 e pagato un cazzo! Questo è il grande libero mercato. E allora si fanno le riforme, istituzionali, costituzionali, le Grandi Riforme... e allora Dorian Gray, che io chiamo affettuosamente così come nel libro di Oscar Wilde dove chi invecchiava era il quadro e lui rimaneva giovane... invece qui... abbiamo un Berlusconi che è alla rovescia: invecchia lui e ringiovanisce la sua immagine, dicevo... Dorian Gray ha fatto queste grandi riforme: quella del falso in bilancio che da oggi si chiamerà credo contabilità creativa.
La legge sulle rogatorie. Abbiamo detto ai giudici svizzeri che sono imprecisi: se un giudice svizzero per fare un'indagine ci manda dei documenti firmati solo in fondo e non timbrati pagina per pagina, noi glieli mandiamo indietro perché possono essere artefatti!. Il grande governo che doveva sburocratizzare il mondo è diventato il partito dei timbri! E abbiamo fatto la riforma fiscale: dai 200 milioni in su si paga il 33%, dai 200 in giù si paga il 23% di tasse. Faremo la privatizzazione della sanità. Ai ricchi diremo: dica 33 ai poveri: 23. Robin Hood alla rovescia! Quindi uno che guadagna 200 milioni paga il 33 come Dorian Gray che guadagna 300 miliardi! Ma è strepitoso! Tutto sotto i nostri occhi!
Questa democrazia... che arriva dagli Stati Uniti... che hanno avuto un dramma straordinario, per l'amor di Dio: le due torri... Ma se non c'erano le due torri bisognava inventarsi qualcosa di simile... Qui ci vogliono far credere che sia una guerra di religione... ma si può parlare di guerra santa...? Guerra solidale? La parola solidarietà che significato ha? Prendo un giornale, c'è un'enorme pubblicità... Guarda... c'è una mano bianca che prende un bambino piccolissimo nero... Bellezza della solidarietà! Organizzato dal gruppo Vella... donna... europea e occidentale vieni! Vieni da noi, stilisti del capello... fatti fare un taglio per solidarietà... fatti depilare per solidarietà... strappati le unghie per solidarietà... Allora la parola cosa diventa?
Magari c'è la buona fede, per l'amor di Dio... Si allevieranno situazioni del Terzo, Quarto, Quinto Mondo, ma noi stiamo inculcando un concetto di solidarietà che è completamente fasullo! Le donne crederanno che fare del bene è farsi laccare le unghie dei piedi da un parrucchiere... E ancora, l'informazione che dovrebbe essere quella che controlla il Governo... E' l'esatto contrario: è il Governo che controlla i media. Vediamo qual è l'informazione: noi leggiamo un giornale su 10, un tedesco ne legge 5 su 10, un giapponese 30 su 10 perché li legge 7 volte l'uno...
La nostra cultura è fatta per contatti televisivi e la poca cultura dei giornali è fatta così. Guardate come si può manipolare con lo spazio: manifestazione di 20.000 persone... vedete le proporzioni, la fotografia è grossa lo scritto è piccolo... Sullo scritto: 20.000 stanno manifestando e venti spaccano le vetrine... ma la foto grande riprende non i 20.000 ma i venti. Questo è manipolazione, non è cambiare i fatti, è proporli come si vogliono. Si può manipolare con il colore, noi siamo un popolo che vuole il colore... e contro i colori non è come le parole.., le parole le puoi smentire... un'immagine non la puoi smentire! Guardate: il bene viene dipinto a colori: il bambino con la bandiera americana.
Siamo tutti contro il terrorismo... in quella grande manifestazione che ha fatto il Governo in piazza. Io tutte le manifestazioni che vedo in televisione mi fanno paura... Le fanno nella Corea del Nord, Fidel Castro a Cuba... E io vedo il bambino a colori e in quarta la bandiera strappata in bianco e nero. Qui erano in 100.000 e qui in 40.000: però l'immagine che rimarrà sarà il bambino colla bandierina. Bello, biondo. Ecco cos'è la manipolazione. Noi parliamo di civiltà superiori... parliamo veramente di civiltà superiori?
Ora ve la faccio vedere la civiltà superiore... come vediamo noi... oooh... le povere donne afgane...! i burqa... sì. sì... Come vedono i giornali le povere donne? Eccola qua...la civiltà superiore: una donna negra che beve un vino bianco.., queste sono le idee dei creativi.., ce li abbiamo al governo. La donna negra visto che è negra è senza reggiseno, perché le tette delle negre sono tette qualsiasi, mentre su un altro giornale spicca, straordinaria, la donna bianca e in quanto bianca è leggermente velata... Questa è pubblicità colonialista! Ecco come vediamo la guerra: (mostra una recente copertina di Panorama sulla guerra con Martina Colombari nuda) da un giornale del capo del governo edito dalla sua casa editrice, ecco il modo di vedere la guerra: carri armati e FIGA! Straordinario!
E noi siamo entrati in guerra con una manifestazione televisiva di piazza: Sembrava il festival di Sanremo, eravamo tutti entusiasti... la solidarietà... e arriva Bocelli che canta, arriva la Loren e Alberto Sordi..., come fa a essere una cosa seria? Mancava il Telegatto..! E allora sono io capovolto o sono le cose? Io voglio dirvelo, raddrizzatevi! Le parole non hanno più significati... globalizzazione...
La globalizzazione c'è sempre stata. Cristoforo Colombo è stato il primo globalizzatore quando ha portato i pomodori di qua! La globalizzazione è intesa come fatto naturale, come il tempo, il clima... ma noi stiamo parlando, non di quella intransitiva... ma transitiva: chi globalizza cosa... E' un mondo globalizzato che parla l'inglese, l'americano... Io non so se sia peggio l' Europa o gli Stati Uniti... Ma quando sento Bossi...che è ministro! Bossi è diventato ministro!… che dice: Europa forcaiola. Lui! Uno che si puliva il culo col tricolore... e l'ho visto con la bandiera america che diceva Europa forcaiola.. Quale forcaiola? Sono gli Stati Uniti che hanno fatto fuori sulla sedia elettrica 120 persone quest'anno. È Bush che ha ucciso 120 persone, si o no? Noi non abbiamo la pena di morte.
Bush è il più grande serial killer della storia! Noi difendiamo una democrazia dove 6 milioni di persone..: 2 sono in galera e 4 sono agli arresti domiciliari. Negli Stati Uniti dicono che hanno pochi disoccupati, per forza! li arrestano tutti. È tutto alla rovescia... e io credo che ci voglia un segnale. Ci han fatto credere che questa è una guerra santa... siamo entrati in guerra e non ce ne siamo neanche accorti con una manifestazione... tutti in Afghanistan. Adesso a gennaio le truppe italiane dovranno intervenire in terra... Non sugli aerei. Questa è la guerra del bene contro il male. È la guerra dei grassi contro i magri! Quale Terzo Mondo...?
I grassi e i magri... Stiamo male tutti e due: noi perché mangiamo troppo, loro perché non mangiano nulla. I grassi bombardano da 5000 metri e tirano giù sui magri delle molotov da 7 tonnellate... che solo menti malate le poteva concepire... neanche il ministro Alemanno che le tirava da piccolo poteva concepire una molotov così. Bombe che uccidono migliaia di magri... ma nella TV dei grassi i magri non fanno notizia perché sarebbero notizie antipatriottiche. Dicono che i grassi sono coraggiosi... se sganciano da 5000 metri le molotov da 7 tonnellate, mentre i magri che si fanno esplodere sono dei codardi. E allora è un concetto che non capisco: bene contro il male... Dio, Allah… basta! Ci voglio far credere che sia una guerra di religione, di culture...Ma qua è una guerra di petrolio! Ora vi faccio vedere quanti sono i petrolieri nel governo di Bush (mostra una foto con 6 persone, tra cui Geroge W. Bush, Rob Powell, Condoleezza Rice).
Sono tutti petrolieri! Ora dovete sapere che negli Stati Uniti hanno l'1% del petrolio e consumano il 30% di tutte le risorse del resto del mondo... ma ne hanno solo l'1% e... da qualche parte dovranno pur andarlo a prendere. Il Caspio è il regno del petrolio. Il 65% del petrolio è lì nel Mar Caspio e i caspiti o caspidi consumano solo l'1%... Dovevano andarselo a prendere, gli americani! Dovevano fare
qualcosa. Già a marzo si parlava di guerra in Afghanistan! Il vice direttore dell'FBI O'Neil faceva delle indagini in Arabia perché pensava che il terrorismo fosse lì, e infatti... i fatti gli han dato ragione, perché su 19 terroristi 15 erano arabi e 4 egiziani. E noi cosa facciamo? Bombardiamo l'Afghanistan. O'Neil sapeva, ma tutte le sue indagini venivano insabbiate dai petrolieri americani.., allora lui s'è dimesso e per premio, per il lavoro che aveva fatto, Bush gli ha dato un bell'ufficio all'82° piano delle due torri.
Noi siamo entrati in guerra, dobbiamo sbarcare... Il ministro Ruggiero preoccupatissimo ha detto: "Noi non possiamo fare la guerra se non abbiamo delle garanzie!" Ma le garanzie, Ruggiero!, si hanno in tempo di pace non di guerra! Tu dovevi continuare a giocare a golf al WTO... E noi ci mandiamo battaglioni, con le nostre tecnologia straordinarie... gli elicotteri che vanno di notte. Li avete visti i nostri elicotteri... i nostri soldati che li facevano scendere... sembravano a 10 centimetri poi erano a 60 metri! Abbiamo visto il battaglione Tuscania, i nostri valorosi guerrieri.
Il Tuscania, quello che è venuto al G8... doveva sedare una rivolta, si sono persi a Genova! Hanno dovuto chiedere a un tassista dove dovevano fermare i rivoltosi, e li abbiamo mandati in Afghanistan! Non li troveremo più... Dovremo attivare un Chi l'ha visto? afgano... E cosa ha detto il nostro Dorian? il nostro grande statista mondiale? Cosa faremo dopo aver fatto la pace in Afghanistan?
La televisione. La televisione! Gli daremo Biscardi che parlerà in afgano, che tanto è lo stesso. Costanzo col burqa che sembra un comodino col pizzo. Gli daremo Il Grande Fratello... Loro penseranno che sarà Bin Laden e invece è Marina... vedranno Marina o Cinzia o Ugo e diranno: questa è la grande civiltà. I terroristi vanno combattuti ovunque siano, e i paesi che li ospitano saranno i nostri nemici, saranno bombardati. Benissimo! Il Paese che deve essere bombardato per primo sono gli Stati Uniti. Hanno la scuola di guerra in Georgia: Fort Ben ha forgiato e plasmato i più grandi dittatori, torturatori, assassini degli ultimi 50 anni: Gli squadroni della morte, il dittatore giapponese in Perù, quelli che hanno ucciso il cardinal Romero, quelli in Salvador, in Guatemala sono usciti da una scuola militare in Georgia. Come l'hanno chiamata?
Non “scuola di guerra”, no: Istituto per la Cooperazione e Sicurezza dell'Emisfero Occidentale... Il Cepu... Bello... straordinario... col tutor per uccidere e torturare. L'occidente: un'altra parola che si sono inventati gli occidentali. L'Occidente è solo un punto di vista, non c'è niente di geografico (fa girare il mappamondo sulla scrivania appesa al soffitto): io vedo il Polo Nord, il Polo Sud... non vedo un Polo Est, un Polo Ovest. Tu sei sempre a occidente di qualcuno... è un punto di vista che non vuol dire nulla... occidente da cosa? Un californiano per essere occidentale va in Giappone, il giapponese va in Cina, il cinese in India, l'indiano va in Arabia, l'arabo in Africa. E l'africano sta lì perché non sa più dove andare. Dorian Gray fa quello che può: "Siamo tutti americani, come ha detto John Kennedy a Berlino".
Eh, Dorian Gray è l'unico che riesce a dire tre balle in due parole... Siamo tutti americani... Ma Kennedy non si è mai sognato di dire quelle cose! Kennedy ha detto: Io sono berlinese, che è un altro significato. Ma noo! Per lui le parole sono così. E' creativo! L'euro.
L' Europa è due anni che sta commerciando con l'euro. Non c'è il popolo europeo però abbiamo già la moneta. Perché parole come diritto, cultura sono superflue, non ci servono più, ci serve consumare le stesse cose! I commercianti poi hanno già arrotondato in modo da farci sentire a nostro agio: 54,4? A 55 ! Preciso. Queste bandiere... Allora è meglio prenderne una come a detto Gino Strada... dice che ha le idee confuse... E' l'unico che ha idee dritte! "Non voglio i soldi da chi butta le bombe, se devo ricucire quelli che frantuma con le bombe!" Prendete una bandiera, bianca, uno straccio di bandiera, senza odi, religioni, senza dire il bene contro il male. Cosa vuol dire il bene contro il male? Quando il bene fa più morti del bene perché devo scegliere il bene? E come prendere un cannibale, giustiziarlo poi mangiarselo, così impara! Gino Strada, vogliamo manifestarti il nostro affetto, quindi sventolo la tua bandiera bianca senza ideologia. E un appello a Dio. Mi sono montato la testa. Dio vieni giù. Ma non mandare tuo figlio; vieni tu di persona, perché non sono più cose da ragazzi. Aspettiamo che vieni tu. Grazie a tutti. Buon anno.


VITA & OPERE di un fustigatore di costumi


GIUSEPPE GRILLO nasce a Genova il 21 luglio 1948. A scoprirlo è Pippo Baudo: durante una prova di cabaret (attività che inizia nel 1974) improvvisa un lungo monologo davanti a una commissione RAI. È così che il popolare comico italiano approda al piccolo schermo, nel programma Secondo voi (1977-78). Poi è la volta del suo primo Festival di Sanremo (1978) e Luna Park (1978-79), condotto dallo stesso Baudo con Heather Parisi. E già allora la sua verve appare non comune. “E’ pazzesco, è una cosa pazzesca” il suo intercalare più famoso, sostituito negli ultimi tempi con “straordinario”. Seguono il primo Fantastico (1979-80) e, ancora con il “Pennellone”, Domenica in... (1983) e Fantastico (1985-86), con cui viene rapidamente considerato il nuovo “terrorista del sabato sera” scatenando un gran putiferio con le sue battute al vetriolo sui politici. Nel mezzo stanno i due originali Te la do io l’America (1981), per cui aveva coniato il soprannome “Grillescion”, e Te lo do io il Brasile (1984), per cui gioca da solo la partita “Grillo-Resto de mundo” in un Maracanà deserto: un successo (“ci ha scritto la moglie di Mike Bongiorno: grazie, finalmente un programma al giovedì sera che si può vedere!”) che con la regia di Enzo Trapani e i testi di Antonio Ricci, Beppe – forse per la prima volta in un programma TV – porta le telecamere fuori dagli studi televisivi, in una sorta di diario di viaggio di un italiano che coglie con ironia gli aspetti più divertenti degli usi e costumi di questi Paesi (viene progettata anche una terza edizione, Te do lo do io il Giappone, purtroppo mai realizzata anche per la depressione del poi suicida Trapani e l’impegno al Drive-In di Ricci).
Il suo modo di fare spettacolo si fa sempre più graffiante e corrosivo, dalla satira di costume passa ad affrontare temi più scottanti di carattere sociale e politico, facendo rabbrividire i vari dirigenti della televisione che, nonostante “rischi” ben superiori a quelli di Roberto Benigni (sbeffeggianti ma quasi mai così “politici” e radicali), continuano ad invitarlo nelle loro trasmissioni.

Oltre agli impegni televisivi e agli innumerevoli spettacoli dal vivo, dove esprime al massimo le sue doti di grande comunicatore, Grillo prova timidamente anche la strada del cinema, realizzando con discreto successo di pubblico (e un po’ meno di critica) tre film: il modestamente provocatorio Cercasi Gesù (dicembre 1982), scritto con Antonio Ricci, diretto da Luigi Comencini e vincitore di un David di Donatello, il grottesco Scemo di guerra (maggio 1985), scritto anni prima dalla “coppia d’assi” Age & Scarpelli per Vittorio Gassman, con Claudio Bisio e Fabio Testi, diretto da Dino Risi e in concorso al Festival di Cannes, nonché il parodistico apologo Topo Galileo (dicembre 1988) con Jerry Hall, Claudio Cecchetto e Michele Mirabella, diretto da Felice Laudadio su soggetto dello scrittore cult Stefano Benni, a rappresentare l’Italia al Festival di Rio de Janeiro.

Dal 1986 al 1988 realizza una celeberrima decina di spot TV (per l’epoca davvero rivoluzionari e ancora gustosi rivisti oggi, basti ricordare la “pubblicità telepatica” in assoluto silenzio con una musica in sottofondo e conclusa dicendo “Provate a uscire e comprare qualcos’altro, adesso!”) per gli yogurt Yomo, sconvolgendo i canoni classici della pubblicità e vincendo i premi più prestigiosi del settore: Leone d’Oro di Cannes, premio Anipa, Art Director’s Club, Spot Italia Pubblicità e Successo, Gran Premio Internazionale della TV (il Telegatto, vinto per la sesta volta).
Nel frattempo, all’Epifania 1986, in occasione della serata finale di Fantastico 6 (spettacolo abbinato alla Lotteria Italia), nel momento di maggiore audience, Grillo colpisce i socialisti un po’ troppo in anticipo su Mani Pulite con una battuta sul viaggio di Craxi in Cina (“Martelli gli ha chiesto: Ma se sono tutti socialisti… a chi rubano?”). Ma già a Domenica in... aveva fatto scorrere qualche brivido lungo la schiena ai funzionari di via Teulada, esponendo l’esilarante “teorema P2” che portava al socialdemocratico Longo. Perdonato e richiamato a furor di popolo al Festival di Sanremo due anni più tardi, per rilanciare una manifestazione in declino di ascolti – e pochi dei cantanti in gara si salvarono dai suoi strali, Baglioni e Duran Duran compresi – appare sul palcoscenico del Teatro Ariston sventolando il suo contratto da 350 milioni e spiattellando tutte le clausole di censura preventiva pretese dalla RAI, sbeffeggiando i pavidi dirigenti. Un trionfo, ma anche un inevitabile harakiri televisivo: l’anno dopo apparirà ancora al Festival di Sanremo 1989 – dando letteralmente del “coglione” al giornalista Sandro Mayer per l’intervista a un bambino rapito – e poi più nulla per quattro anni.
Ma, nonostante il suo abbandono televisivo (capace di raggiungere a Sanremo 22 milioni di telespettatori), in un sondaggio Abacus del novembre 1991 risulta il comico più popolare. Anzi, si può dire che l’esilio forzato dalla TV è stato anche la sua fortuna: i suoi spettacoli teatrali e nei palazzetti – da “Buone notizie” (1990) in poi – fanno registrare ovunque il tutto esaurito, portandogli appellativi come “fustigatore dei costumi” e di “guru della satira”.

Che peraltro, alla fine, si è dimostrato premiante. Un confino dell’etere rotto soltanto nel 1993, con la doppia serata Beppe Grillo su Raiuno il 25 novembre e 2 dicembre, con una punta finale di 16 milioni di telespettatori: stavolta l’attore si scaglia contro l’invadenza della pubblicità, il numero telefonico 144, l’inquinamento, la stupidità collettiva. La veemenza delle sue filippiche è tale che il giorno successivo si registra un vertiginoso calo delle chiamate all’144. Negli anni seguenti Grillo continuerà la sua battaglia a fianco delle associazioni di consumatori, in particolare contro le società telefoniche: nel 1995 partecipa all’assemblea dei soci Telecom definendola “un’associazione a delinquere”, nel 2000 fa causa alla Omnitel per falsi addebiti sulle schede prepagate finendo in tribunale.

La chiave di volta del nuovo rapporto di Grillo con le TV avviene quando il TG1 manda in onda un frammento della terza serata milanese del 24 febbraio 1995, in cui il comico invita sul palco il sindaco Marco Formentini, per respirare dal tubo di scappamento di un furgone costruito in persona dallo svizzero Markus Friedly... vapor acqueo anziché scarichi tossici! Durante quella tournée, lo spettacolo di Bellinzona del 19 marzo 1995 viene registrato e poi trasmesso su alcune reti televisive straniere (in Svizzera sulla TSI il 7 aprile e in Germania su WDR poco più tardi, con tanto di traduzione simultanea in tedesco fuori campo: e il TG1 ci fa pure un servizio!) e previsto per il 10 gennaio 1996 su Raiuno. Nel frattempo (giugno 1995) Beppe fa un infuocato intervento all’assemblea torinese della Stet di Biagio Agnes. Ma la pressione sulla RAI di Letizia Moratti è tale che, appena 24 ore prima, lo spettacolo (“Energia & Informazione”, ma il titolo non viene mai scritto da nessuna parte, biglietti compresi) viene annullato e mai più mandato in onda, se non in alcune serate organizzate in tutt’Italia dai Verdi per la propria campagna elettorale pochi mesi più tardi.

Dopo un breve intermezzo musicale – a settembre 1996, nel nuovo album Cremona di Mina, il comico si permette di reggere un duetto con la Signora della canzone italiana nell’esilarante Dottore – la vicenda spinge Grillo a registrare anche le successive tournée, “Cervello” (Genova, 16 maggio 1997) e “Apocalisse morbida” (Milano, 2 aprile 1998), trasmesse insieme allo spettacolo svizzero su Tele+ Nero tra marzo e aprile 1998 (rigorosamente in chiaro e perfino replicate), rete televisiva che da quel 31 dicembre ospita anche un vero e proprio Discorso all’Umanità nell’ultima serata dell’anno, subito dopo quello a reti unificate del Presidente della Repubblica Italiana (facendo nel frattempo un record d’incassi in carne e ossa al teatro Smeraldo di Milano sia quell’ultimo dell’anno che a fine ’99).

A maggio 2000, mentre Grillo porta in giro il nuovo spettacolo “Time out” sul tempo, la Raidue di Carlo Freccero ripropone alcune serate senza preavviso e in via eccezionale (non registrazioni di teatro in TV ma vecchi filmati televisivi a casaccio e senza indicazioni, in stile Blob) nella serie Comici mica da ridere: volente o nolente, Grillo è sempre braccato dalla TV: in giugno Striscia la notizia del “compagno di merende” Antonio Ricci manda in onda 8 minuti di filmato dai suoi spettacoli di marzo portati dallo stesso Grillo all’Autorità per la concorrenza mentre Tele+ manda in onda (per la prima volta criptato) il suo spettacolo registrato al PalaEur di Roma il 5 maggio 2000, nonché l’ormai tradizionale Discorso all’Umanità, in un set che lentamente viene invaso dall’acqua (mentre il vero Grillo è al PalaVobis di Milano a brindare al vero Terzo Millennio).
Nel febbraio 2001 fa scalpore la sua installazione nella sua abitazione a Nervi di un impianto fotovoltaico da 1,8 kWp, grazie al quale può rivendere l’energia in eccesso all’Enel: è il primo caso italiano di “net-metering”. Il 1° giugno a mezzogiorno presenta al Fnac di Milano (con l’autrice) il libro No logo di Naomi Klein, mentre 15 giorni dopo partecipa nell’Auditorium milanese al celebre dibattito “Globalizzato sarà lei!”. A novembre, Tele+ manda in onda (criptata) una selezione da una decina di date della tournée “La grande trasformazione” (prima e dopo il fatidico 11 settembre) e la sera di S. Stefano una delle serate più recenti, al completo e in chiaro: il 2001 si chiude con il quarto Discorso all’Umanità, con Beppe che entra e per i primi minuti parla in un set genialmente capovolto.