Reggio: PdCi, Canale vuole continuare a dividere il centrosinistra. Il suo è puerile protagonismo

 Reggio Calabria 2 luglio 2011   Condividi

PARTITO  DEI  COMUNISTI  ITALIANI

Federazione Provinciale di Reggio Calabria

 

COMUNICATO  STAMPA

 

E’ davvero sorprendente quanto gratuita la stucchevole presa di posizione pubblica assunta da “Energia Pulita” contro il nostro segretario provinciale, avv. Lorenzo Fascì, e contro il nostro Partito. E’ del tutto evidente che il consigliere comunale Massimo Canale, ex Psdi, ex Sdi, ex PdCI, oggi nel gruppo Misto, domani chissà in quale altro partito, non si sia accorto del grave danno politico che ha prodotto nel centrosinistra reggino per l’ostinato capriccio dettato da un puerile protagonismo, poiché di questo si è trattato, di volersi candidare, a tutti i costi, sindaco della città.

Ebbene, il modesto risultato, un deludente 28%, ottenuto da Canale, al di là degli alibi e della propaganda, non dovrebbe lasciare scampo ad un’attenta analisi che non accetta scuse o sciocche giustificazioni.

Infatti, il 28% è soltanto il 3% in più dei voti conseguiti da Lamberti Castronuovo che, fra l’altro, si confrontava con Scopelliti nel 2007, ed è, addirittura, molto sotto il risultato del 33% dei voti conquistati nella città di Reggio dal candidato del centrosinistra alla presidenza della Provincia, Giuseppe Morabito, nelle contestuali elezioni provinciali. Quindi lo stesso giorno gli stessi elettori di centrosinistra hanno dato moltissimi più voti a  Morabito rispetto alla candidatura di Canale.

Nonostante i vari tentativi di nascondere la realtà uscita dalle urne è del tutto evidente che la candidatura di Canale, dopo oltre un anno di campagna elettorale, ha prodotto, senza se e senza ma, un flop clamoroso e irrecuperabile.

Inoltre, come si può facilmente verificare l’abbraccio del PD con Canale è stato assolutamente mortale:  il PD alle comunali crolla al 9%, mentre alle provinciali raggiunge il 18 %, quindi il doppio dei voti.

Pertanto, le macerie del centrosinistra reggino sono tante e pesanti.

Del resto, oggettivamente, come si può parlare di centrosinistra senza la presenza, in una coalizione che si definisce tale, del PdCI, di IdV e di Sel, i quali, come noto, hanno costituito nelle recenti elezioni comunali un’aggregazione di sinistra, progressista e legalitaria?

E’ fuor di dubbio che lo spirito e il sentimento unitario sono elementi scritti nel dna dei Comunisti Italiani e, certamente, non sarà un trasformista e voltagabbana a poterli giudicare. Un personaggio, bisogna ricordare, che ha avuto tanto, tantissimo, dal PdCI, senza mai dare nulla in cambio.

Siamo, quindi, assolutamente unitari e lavoriamo con determinazione per recuperare le  condizioni dell’unità. In tal senso crediamo che il centrosinistra debba ripartire da zero per ricostruire un sentire comune e per ridare  speranza e futuro ad una prospettiva di cambiamento.

E’ ovvio che la pre-condizione, necessaria ed imprescindibile, per ragionare unitariamente è rappresentata dal totale azzeramento di capetti e pseudo-leadership che non hanno alcun senso e sono assolutamente antitetiche con la posta in gioco e con la possibilità di rilanciare un processo unitario. Sotto questo profilo sembra, non solo a noi, davvero ridicolo il tentativo di far ripartire il cosiddetto “pulmino del cambiamento”,  a 45 giorni dalle elezioni comunali, pensando in tal modo di poter condizionare e ipotecare 5 anni prima le scelte del futuro che dovranno essere fatte per costruire un centrosinistra vincente nella città.

E’, pertanto, necessario un profondo rinnovamento: una sorta di opzione-zero.

Prendiamo atto e valutiamo con attenzione il fatto che il gruppo consiliare del PD al Comune è formato da tre giovani professionisti alla prima esperienza amministrativa che, a nostro avviso, rappresentano una risorsa con la quale confrontarsi positivamente e serenamente per la ricostruzione del disastrato centrosinistra reggino.

Auspichiamo, pertanto, uno sforzo generale caratterizzato da scelte chiare ed inequivocabili affinché il nuovo vento che, dopo le elezioni amministrative e dopo i referendum, soffia nel resto del paese possa finalmente giungere anche a Reggio ed in Calabria.

Noi faremo, fino in fondo, la nostra parte. Ci auguriamo che anche gli altri procedano nella stessa direzione.

LA SEGRETERIA PROVINCIALE DEL PdCI DI REGGIO CALABRIA

 

 

Michelangelo Tripodi (PdCI),

solidarietà al Sindaco Maria Carmela Lanzetta

 Reggio Calabria 26 giugno 2011 – A nome mio personale e del PdCI della Calabria esprimo piena vicinanza e totale solidarietà alla dott.ssa Maria Carmela Lanzetta, Sindaco del comune di Monasterace, vittima di un gravissimo attentato incendiario che poteva avere drammatiche e terribili conseguenze per la sua vita e quella dei suoi familiari.
Il vile gesto compiuto ai danni della dott. ssa Lanzetta e della sua famiglia non può essere considerato come un atto di minaccia e di intimidazione. L’azione criminale di stampo tipicamente mafioso che è stata portata a compimento non aveva solo l’obiettivo di incutere paura e terrore. I criminali che vigliaccamente nell’ombra hanno pensato e realizzato questo attentato volevano colpire anche le persone. Ed e’ solo per una circostanza fortuita se le persone sono rimaste incolumi.
Da qui l’assoluta gravità dell’attacco della criminalità organizzata che evidentemente non accetta che nel comune di Monasterace possano esserci un sindaco ed un’amministrazione comunale non condizionata dagli interessi mafiosi e capace di portare avanti l’azione amministrativa all’insegna della legalità e della trasparenza.
Conosco personalmente la dott.ssa Lanzetta e in diverse circostanze ho avuto modo di apprezzare il buon lavoro amministrativo che sta portando avanti nel comune di Monasterace con risultati apprezzabili e significativi, tant’è che proprio alle recenti elezioni amministrative la dott.ssa Lanzetta è stata riconfermata sindaco di Monasterace con un largo suffragio popolare.
Sono sicuro che la dott.ssa Lanzetta proseguirà con più forza e determinazione il suo impegno politico-ammministrativo per portare ancora più avanti il processo di cambiamento e di crescita del comune di Monasterace che ha contrassegnato in questi anni la sua attività.
Ovviamente la dott.ssa Lanzetta non può essere lasciata sola in questo delicato e particolare momento. Istituzioni, partiti, sindacati, associazioni, movimenti, singoli cittadini devono mobilitarsi per fare sapere a tutti e specialmente ai mandanti ed agli autori di questa efferata azione criminale che la società civile, in tutte le sue espressioni, si stringe attorno a Maria Carmela Lanzetta, alla sua famiglia ed all’Amministrazione Comunale.
In questo contesto è necessario che ciascun organo dello Stato faccia la sua parte con efficacia ed incisività: In tal senso sarebbe molto importante riuscire rapidamente ad individuare e colpire mandanti ed esecutori di quella che poteva essere una vera e propria strage. Mi auguro che le forze dell’ordine raggiungano presto questo risultato senza dimenticare la necessità inderogabile di garantire sicurezza e tranquillità alla dott.ssa Lanzetta ed alla sua famiglia.

Reggio Calabria, 26.6.2011
IL SEGRETARIO REGIONALE DEL PdCI
MICHELANGELO TRIPODI

Michelangelo Tripodi (PdCI), contro le

inadempienze di Scopelliti e del centrodestra

Reggio Calabria 12 giugno 2011 - Il Presidente della Regione Scopelliti non si smentisce mai. Invece di dare risposte concrete com’è suo dovere fare sulla gravissima emergenza scoppiata con la chiusura delle Linee Taurensi,  il Presidente della Regione con arroganza e supponenza  sfida i lavoratori e offende chi lotta e si batte per  difendere il diritto al lavoro e quello alla mobilità per l’intera Piana di Gioia Tauro.

Quanto è avvenuto ieri a Gioia Tauro con il grave atteggiamento tenuto da Scopelliti, merita una risposta adeguata di tutta la Piana di Gioia Tauro che non può subire passivamente uno scippo così grave come quello perpetrato dalle Ferrovie della Calabria in combutta con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con l’avallo della Regione Calabria.

La dura contestazione nei confronti di Scopelliti svoltasi ieri a Gioia Tauro è molto più di un campanello d’allarme per il centrodestra visto che è avvenuta in una roccaforte elettorale del pdl (non dimentichiamo che anche alle recenti elezioni provinciali a Gioia Tauro il centrodestra ha superato il 76% dei voti). Il tutto a dimostrazione che ormai la propaganda non basta più per arginare la protesta e il malcontento generale.

Di fronte a questa drammatica situazione occorre reagire con forza chiamando tutto il popolo a mobilitarsi e a scendere in piazza, come la Piana di Gioia Tauro ha saputo fare in altri momenti della sua storia quando erano in gioco scelte decisive che interessavano il destino di tutti e quando il popolo è stato protagonista di lotte storiche e memorabili.

Comuni e Sindacati, lavoratori, giovani e cittadini, insieme uniti dallo stesso obiettivo: difendere il territorio,. I suoi diritti, il suo futuro.

Nella vertenza sulle  Linee Taurensi ognuno deve fare la sua parte rispondendo alle proprie responsabilità. In tal senso la Regione non può sfuggire alle sue colpe. Non era mai accaduto, neanche nei momenti più difficili, un fatto così grave ed eclatante come quello riguardante la chiusura delle Taurensi.

E non è certamente un caso se questo avviene quando il centrodestra governa dappertutto: a Roma, alla Regione e alla Provincia. Sembra che gli amministratori locali e regionali del centrodestra hanno assunto la funzione di commissari liquidatori oggi delle Linee Taurensi, domani forse del Porto di Gioia Tauro, dopodomani con i tagli del federalismo fiscale e chi più ne ha più ne metta.

La Calabria e i calabresi non possono sopportare questa deriva. Per questo sarebbe assai importante che su queste questioni ci fosse un risveglio dell’opposizione regionale. In questo senso, sollecitiamo che venga subito fatta una richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio Regionale della Calabria perchè in quella sede ciascuno pubblicamente si assuma le proprie responsabilità, sapendo che sono in gioco diritti fondamentali sui quali a nessuno è consentito scherzare.

La propaganda sta ormai a zero. Ci vogliono fatti precisi e concreti, quelli che ancora non vengono né dalla Regione targata Scopelliti e centrodestra e né dal Governo Berlusconi-Bossi. Innanzituto occorre mandare un segnale di buona volontà garantendo la riapertura delle Linee Taurensi e predisponendo un piano di risanamento e di rilancio delle Ferrovie della Calabria, al fine di rassicurare i lavoratori e i cittadini della Piana di Gioia Tauro..

Reggio Calabria, 12.6.2011

IL SEGRETARIO REGIONALE DEL PdCI

MICHELANGELO TRIPODI

CALABRIA: TRIPODI (PDCI), IN ARRIVO NUOVA BATOSTA SU TRASPORTI REGIONALI

Reggio Calabria, 7 giu 11 - ''Dopo Trenitalia, che si e' accanita contro la Calabria cancellando decine e decine di treni e provocando gravissimi disagi ai calabresi negandogli di fatto il diritto alla mobilita', adesso tocca anche alle Ferrovie della Calabria che si accodano alla politica dei tagli dei treni e dei servizi''. Lo afferma, in una nota, il Segretario del Pdci Calabria, Michelangelo Tripodi.

''Una nuova batosta si abbatte sui trasporti regionali. E' di queste ore, infatti - dice Tripodi - la gravissima notizia che a partire dalle ore 24 del 6 giugno 2011 sara' sospeso il servizio delle Ferrovie della Calabria che viene effettuato nella piana di Gioia Tauro e sara' chiusa la tratta Gioia Tauro -Cinquefrondi, l'unica ancora aperta, mentre continua ad essere chiusa la tratta Gioia Tauro-Palmi''.

''Si tratta di un incredibile quanto vergognoso provvedimento - afferma Tripodi - assunto dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti - Dir. Gen. Territoriale del Sud e Sicilia - USTIF Puglia-Basilicata-Calabria-Sicilia che cancella le storiche Linee Taurensi e colpisce al cuore il diritto alla mobilita' dei cittadini della piana di Gioia Tauro, minacciando pesantemente anche il posto di lavoro di tante persone occupate nell'esercizio e nella gestione''.

''Non si puo' accettare questa deriva - conclude Tripodi - che impoverisce un territorio e crea disservizi inammissibili. Occorre fermare questo scempio''.