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La Comarc, il Comune di Reggio Calabria e la grottesca vicenda del licenziamento del sig.Quattrone
lunedì 11 gennaio 2010
La grottesca vicenda del licenziamento del sig. Antonino Quattrone, unico dipendente della COMARC, evidenzia, sempre più, il cinismo che anima la giunta Scopelliti.
La Comarc è una società che ha nel Comune di Reggio Calabria il massimo detentore delle quote societarie.
Fra l’altro, il peso del Comune di Reggio è ulteriormente aumentato a seguito dell’uscita dalla compagine societaria della Regione Calabria che, appunto, ha ceduto le sue quote al Comune di Reggio Calabria.
Nonostante l’effettivo e fondamentale ruolo strategico della Comarc rappresentato, in primis, dalla mission relativa alla costruzione e alla gestione del Centro Integrato agroalimentare di Mortara, i fatti concreti sono rappresentati da una società che, per chiare ed incontrovertibili responsabilità dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Scopelliti, è assolutamente inesistente: un vero e proprio fantasma. Fantasma al pari del Centro Integrato di Mortara che, nonostante le reiterate promesse di Scopelliti, rappresenta un’ennesima opera incompiuta, basti ricordare che i lavori dovevano terminare nel lontano anno 2006.
La Comarc non ha più una sede, non ha un telefono e, fatto gravissimo, ha licenziato in tronco il suo unico dipendente, Antonino Quattrone.
E’ necessario ricordare che la Comarc vanta molti crediti da parte del Comune di Reggio Calabria: attende all’incirca 1.200.000 euro, vale a dire l’importo pagato per gli espropri dei terreni di Mortara, sede del costruendo Centro Integrato, e attende, inoltre, l’altrettanto dovuto pagamento delle quote societarie.
Si tratta di un’attesa vana ed inutile.
Infatti, anche questi nuovi debiti accumulati dall’amministrazione Scopelliti evidenziano, ancora una volta, la drammatica condizione deficitaria delle casse comunali che sono desolatamente vuote.
Pertanto, accanto al fallimento complessivo della Comarc e del suo ruolo economico-sociale, causato unicamente dal sindaco Scopelliti e dalla sua nefasta gestione, bisogna fare i conti con un comportamento cinico attuato, attraverso il licenziamento, nei confronti del dipendente della Comarc, Antonino Quattrone.
Pertanto, accanto alla denuncia pubblica relativa alla condizione complessiva della Comarc, in questo momento, chiediamo, innanzi tutto, che il Comune di Reggio Calabria trovi, senza se e senza ma, una immediata soluzione al dramma che stanno vivendo il sig. Quattrone e la sua famiglia.
Si tratta di un semplice atteggiamento di civiltà e solidarietà: tutto il contrario del cinismo e dell’arroganza che stanno regnando in questa tristissima vicenda.
(Ivan Tripodi - Segretario PdCI Reggio Cal.)
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