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Rosarno, il fallimento è di Maroni e del Governo Berlusconi
lunedì 11 gennaio 2010
“I ministri Maroni e Bondi nel penoso quanto grottesco tentativo di assolvere il governo nazionale dalle gravissime e documentate responsabilità per le vicende drammatiche e la vera e propria caccia all’uomo che si è svolta nei giorni scorsi a Rosarno e nella Piana di Gioia Tauro che testimonia il fallimento delle politiche governative sull’immigrazione, cercano di fare una becera campagna elettorale attaccando la regione”. Ad affermarlo, in una nota, Michelangelo Tripodi, Segretario calabrese e responsabile del Dipartimento per il Mezzogiorno del PdCI. “La verità che tutti conoscevano è che a Rosarno il fuoco sotto la cenere covava ormai da troppo tempo come noi Comunisti Italiani abbiamo più volte denunciato invitando a più riprese in questi ultimi due anni il Governo ad intervenire. Invece si è volutamente aspettato che succedesse il peggio per sparare di nuovo a zero, con le parole e con le armi, contro gli extracomunitari colpevoli solo di essersi ribellati a condizioni di vita disumane come tra l’altro hanno ampiamente ribadito nei loro interventi i volontari della Protezioni civile, l’associazione Medici senza Frontiere e autorevoli rappresentanti della Chiesa. Anche il Papa Benedetto XVI nell’Angelus di ieri ha parlato di diritti violati, di sfruttamento e di condizioni di vita disumane in cui erano costretti a vivere nel ghetto di Rosarno e in altri ghetti della Piana di Gioia Tauro i migranti che per pochi spiccioli al giorno e sotto mille angherie del caporalato mafioso lavoravano in agricoltura e in particolare nella raccolta degli agrumi”. In questo contesto, assume un valore straordinario l’omelia tenuta nella messa domenicale dal parroco di Rosarno don Pino Varrà che ha usato parole coraggiose per denunciare la gravità di quanto avvenuto a Rosarno e per condannare gli atti di razzismo scatenati contro gli immigrati”. “A Maroni e compagnia – prosegue Tripodi – ricordiamo che proprio dalla Calabria è partita l’iniziativa di civiltà di Riace e di Caulonia, diventata un esempio di politiche di integrazione e di accoglienza, unico nell’Italia di oggi, ma anche nel resto d’Europa e del mondo. Un modello di accoglienza e d'integrazione trasformato in legge regionale che si è guadagnato il plauso dell’Unhcr, l’organizzazione Onu che ha duramente criticato il respingimento dei clandestini che scappano da scenari di miseria, guerra e violenze di ogni tipo. Una legge che intende sostenere i progetti per l’inclusione dei rifugiati. Una normativa all’avanguardia con la duplice finalità dell’accoglienza e dell’integrazione lavorativa degli extracomunitari che ha permesso e continua a permettere di recuperare gli antichi borghi, dando incentivi all’edilizia popolare con l’utilizzo dei fondi europei”. “L’unica verità -conclude Tripodi- è che quello che è successo a Rosarno, così come continua a succedere in altre parti d’Italia, è dovuto al fallimento della legge Bossi-Fini e alle politiche xenofobe portate avanti dal governo Berlusconi che è ormai un governo che agisce sotto dettatura delle spinte razziste e secessioniste della Lega Nord. Un governo che sta portando allo sfascio il paese con la colpevole e indecorosa complicità dei parlamentari calabresi e delle altre regioni del Mezzogiorno e degli amministratori locali di centrodestra che tradiscono quotidianamente i propri concittadini solo per beceri scopi e interessi personali. Una per tutte la voce del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, che anche commentando i fatti di Rosarno, di cui tra l’altro non si mai interessato, non solo non parla mai della ndrangheta ma dimostra di essere ormai completamente asservito al governo Berlusconi che ha relegato la Calabria e il Sud fuori dai confini del territorio nazionale così come ha fatto per i migranti di Rosarno, cacciati via e costretti alla fuga a causa della violenza che né il governo né il ministro Maroni hanno fatto nulla per contrastare e fermare”.
(Ufficio Stampa PdCI Calabria)

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